Le loro origini sono incerte: arrivano al rifugio tramite una signora, ma basta osservarle da vicino per capire la verità sul loro passato. Senza piume e con il becco tagliato, una pratica purtroppo comune negli allevamenti intensivi per evitare che gli animali si feriscano a vicenda a causa dello stress e della reclusione. Olga, Gilda e Rosie portano addosso i segni evidenti di un sistema che le considerava solo strumenti di produzione, da sfruttare finché produttive e di cui liberarsi poi come pesi inutili.

Ma per noi non sono numeri o scarti: sono individui unici, ciascuna con la propria sensibilità, il proprio carattere e il pieno diritto alla vita e al rispetto.

Da giugno 2026 sono finalmente al sicuro con noi. C’è voluto e ci vorrà ancora un tempo paziente per permettere loro di guarire del tutto e integrarsi nel gruppo delle galline già presenti, ma ogni giorno compiono piccoli passi avanti. Si stanno ambientando benissimo, riappropriandosi della propria individualità e scoprendo finalmente quella libertà che spetta di diritto a ogni essere vivente.
Benvenute ragazze!