È arrivato da noi con Yuri ed Emma, a seguito di una segnalazione che ci informava che un gruppo di asinelli era legato, giorno e notte, ad alcuni alberi in mezzo al bosco, con poca acqua e pochissimo cibo. Si trattava di un “allevamento” illegale in cui le femmine erano tenute per procreare e per la produzione di latte d’asina, mentre i maschi per essere poi venduti al macello o ad altrɜ commerciantɜ.

Ora al rifugio si gode il movimento e i grandi spazi, mostrando la sua indole giocosa con gli altri asini, pur avendo mantenuto un po’ di diffidenza verso l’essere umano.