Mirò è arrivato da noi con Emma e il figlio Yuri, portando il peso di un passato terribile: per almeno quindici anni sono stati tenuti legati a un albero con catene cortissime che impedivano loro qualsiasi movimento. Siamo intervenuti a seguito di una segnalazione che ci informava di un gruppo di asinelli legato, giorno e notte, ad alcuni alberi in mezzo al bosco, con poca acqua e pochissimo cibo.
Si trattava di un “allevamento” illegale in cui le femmine erano tenute per procreare e per la produzione di latte d’asina, mentre i maschi per essere poi venduti al macello o ad altrɜ commerciantɜ.

Mirò porta ancora i segni fisici evidenti di quella prigionia: alcune cicatrici sul muso causate da una catena stretta all'inverosimile e una cicatrice sul treno posteriore, segno delle bastonate subite. Proprio a causa di questi maltrattamenti, Mirò è rimasto un asino molto diffidente. Dall’unione di Mirò ed Emma è nato Yuri; per tale ragione Mirò e Yuri sono molto legati.
Ora al rifugio si gode il movimento e i grandi spazi, mostrando la sua indole giocosa con gli altri asini, pur avendo mantenuto un po’ di diffidenza verso l’essere umano.